Come scritto nel precedente articolo, ‘Desaparecido‘, ‘17 Re‘ e ‘3‘ sono i tre album del gruppo fiorentino Litfiba concepiti nel periodo New Wave degli anni ’80,  definita anche  la “Trilogia del Potere”. I cinque brani sottostanti sono quelli che considero i lavori più importanti, non solo per la bellezza ma anche per il significato storico e simbolico.

1-“Tziganata”: il brano è presente nel primo album “Desaparecido”, il titolo deriva dal nome Zingara, ed è ispirato da una ragazza Rom che Pelù incontrò per caso. “ Eva ballava sul fuoco, profumo di sesso attorno a sé”, il testo richiama la sensualità della ragazza, che molto probabilmente ha attratto lo stesso Piero Pelù. Il brano richiama i suoni tipici dell’est Europa, soprattutto grazie alle tastiere di Aiazzi. Questo brano è anche l’esempio più simbolico del cosiddetto Rock/Punk Mediterraneo “Litfibiano”, con il basso di Maroccolo in grande evidenza e la batteria veloce e precisa di Ringo De Palma. Renzulli accompagna il brano con precisione, senza strafare, e nei live del brano Pelù dimostra non solo le sue doti canore ma anche interpretative del testo.

2– “Guerra”: ultima traccia di “Desaparecido”, è il brano più importante dei primi Litfiba, riproposto in svariate versioni essendo stato concepito fin dai primi esordi. Come si deduce dal titolo, è una denuncia alla guerra, mettendo in risalto la brutalità dei conflitti nei quali sono uomini neri ad esserne protagonisti. Nella versione di “Desaparecido” il brano inizia con un organo tetro e con delle parole in tedesco poco rassicuranti. Il testo di Pelù viene accompagnato da un tappeto sonoro di tastiere tipico degli anni ’80 e della New Wave, il tutto marcato anche dal cupo suono del basso di Maroccolo. Il finale è un climax dove si aumenta velocità simulando un finale apocalittico senza superstiti.

3– “Pierrot e la Luna”: brano presente in “17 Re”. Il testo più romantico e delicato dell’album, di ispirazione francese, che trae spunto da “ Pierrot e la Luna” di Schoenberg. Il punto forte del brano è la parte strumentale, che oltre ad accompagnare le parole di Pelù, riesce a incastrare sonorità e melodie non monotone, rendendolo complesso e molto ‘Rock Progressive’. Quasi quattro minuti con svariati cambi di tempo dove a dettare i tempi è il duo Maroccolo – De Palma. L’apporto di Renzulli, seppur limitato, è preciso e pregevole. Infine le tastiere di Aiazzi sono monumentali, sorreggono e impreziosiscono la struttura del brano, e l’assolo finale è la ciliegina sulla torta.

4– “Sulla Terra”: traccia numero 11 di “17 Re”, il testo ha richiami biblici: “Come Giuda scappo via, spezzo le catene, ho tradito il mio amico”, ed è un altro brano di denuncia contro la guerra. L’esempio di Giuda mette in risalto la continua ricerca del potere, dell’affermazione e dell’egoismo, e Pelù ripete più volte che queste “Bestie” sono sulla nostra terra. Con un inizio molto Dark, chitarra basso e tastiere sono alla pari, entrambi non si scontrano e accompagnano le parole del cantante, finchè Renzulli nel ritornello fuoriesce dagli schemi con un sound Reggae conciso e perfettamente inglobato nel contesto. L’intervento del chitarrista dimostra l’incredibile bravura del gruppo a mischiare la new/dark wave con sonorità apparentemente fuori luogo. Nel prosieguo diventa protagonista anche Maroccolo, che detta legge con il  basso; non mancherà mai nelle nostre orecchie il suono della sua Fender Precision Elite II. Con un cambio di tempo improvviso nel finale ritornano protagoniste le tastiere concludendo il tutto e lasciando quella sensazione di oscurità data dal testo.

5– Paname : come ultimo brano della top 5 se ne potrebbero citare almeno altri due di “17 re” (“Apapaia” e “Ballata”), oppure “Santiago” o “Lousiana” in “Litfiba 3”, invece ho optato per “Paname”. Il termine è di origine Francese. “Paname” sarebbe uno dei modi in cui viene chiamata Parigi dalla classe operaia povera della capitale. Il testo parla della ribellione “degli Angeli”, ovvero della ribellione dei senza tetto parigini contro i ricchi e contro tutti coloro i quali deridono la loro classe sociale. Pelù varia tra Italiano e Francese usando molti termini tipici dei Parigini. Come in tutti brani della top 5, oltre alla bellezza e importanza del testo, c’è da tenere conto anche il lavoro strumentale del gruppo. Seppur “Litfiba 3” sia meno New Wave dei precedenti, “Paname” ha una struttura affascinante e complessa. Dal ritmo molto vivace e latino, crea un bel contrasto con i temi di ribellione. Sull’apporto strumentale domina indiscutibilmente Aiazzi, le sue tastiere reggono il gioco del brano, dando molteplici suoni tra cui quello della tipica fisarmonica francese. Maroccolo mantiene solida la base del brano e Renzulli con la sua chitarra svolge il ruolo di necessario riempimento. Forse non è il capolavoro dell’album, ma è sicuramente il pezzo più divergente e particolare dell’intera trilogia.

Di Carlo Sampogna

Comments

comments