Lorenzo Pica

Lorenzo Pica nasce nel 1989 in un piccolo paese laziale che non ci è dato sapere poiché lo reputa un grande neo della sua giovane vita, ma per sua fortuna cresce sul mare e spesso nel mare, poco distante da Roma. La vicinanza alla capitale e la barba da pescatore di salmoni diverranno la sintesi di un atteggiamento, di un approccio alla vita, nel bene e nel male.

Dopo aver conseguito il diploma scientifico senza sortirne gli effetti desiderati (quelli auspicati dalle istituzioni per lo meno), decide di proseguire coraggiosamente gli studi, convinto di non averne ancora abbastanza dell’istruzione pubblica: l’università statale lo aspetta.

Trova nella facoltà di Architettura dell’Università “Sapienza” una signora laida e troppo generosa, anche nei suoi confronti, nell’elargire meriti a chi costruirà il nostro infelice futuro. Si laurea e fugge da quella Roma “dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati” per approdare a Milano.

Durante il viaggio in treno “vede la luce” nel vero senso della parola: vincitore di una borsa di studio segue il Master in Lighting design al Politecnico di Milano scoprendo con somma sorpresa che aveva ragione sua nonna quando diceva che “tutto il mondo è paese” (tranne per quanto riguarda i pizzicaroli, che a Milano “non ce stanno”).  Ora sogna di illuminare nella maniera più appropriata opere d’Arte in giro per il mondo.

Dice che un giorno, non sa quando, tornerà nella Capitale per giurargli amore eterno. Nel frattempo scopre il mondo lavorando come e dove può.

Nel 2012 fonda insieme ai suoi cari amici il sito Freemaninrealworld, grazie al quale guadagna pubblicazioni sparse qua e là sul web, veicolo di conoscenza e macchina di approfondimento culturale che ancora oggi assopisce persone in tutta Italia e aiuta a sconfiggere l’insonnia, malattia contemporanea diffusissima.

Ad accompagnarlo nella vita ci sono le arti in generale e gli infiniti mondi che esse ci aprono, l’amore (non corrisposto) per la scrittura e una sana passione per la lettura.

Legge per lo più gente morta, possibilmente da qualche anno, tranne rare eccezioni. E’ logorroico (come avrete notato), e probabilmente è il più “Pop” (nei gusti) dei tre Freeman, il che è tutto dire.

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