Incappucciato, Tanato passeggia avanti e indietro nella sua piccola stanza illuminata appena da un mozzicone di candela. Ad una delle pareti è appeso, orizzontalmente, un enorme specchio. Tanato tiene le braccia dietro la schiena e pensa. Pensa a voce alta.

TANATO Mi definiscono arrogante. Tutti: gli uomini e gli dei. Mi odiano, gli uni e gli altri. Perché mi temono. Sì, non c’è niente che faccia loro più paura della morte. Persino gli eroi. Ricordo bene il volto di Achille sfigurato dalla paura, dopo che il dardo di Paride lo ha colpito sul tallone. E ricordo altrettanto bene il terrore stampato sulla faccia di Ulisse mentre la sua nave viene inghiottita dal mare. Hanno paura di me e mi odiano. Gli uomini perché sanno che sono l’ultima cosa che vedranno, gli dei perché sono consapevoli che posso privarli da un momento all’altro dei loro trastulli, dei loro giocattoli. La prendono sul personale, credono che ce l’abbia con loro e lo faccia apposta. E soprattutto credono che ci goda. Loro non sanno, se sapessero… Non nego che fino a qualche tempo fa disporre delle esistenze degli uomini, e dunque degli dei, mi provocasse un certo piacere, ma sono mesi ormai che questo piacere è mutato in fastidio. Ne ho abbastanza del mio officio, dei morti ho fatto indigestione. Eppure devo continuare a rigurgitarne ogni giorno a milioni. Manco fossi un’anatra in batteria. Il mondo ha bisogno di me, la vita ha bisogno di me, altrimenti non sarebbe più vita. Mi hanno incatenato per qualche giorno ed è successo il putiferio. Non moriva più nessuno. Ma come sono stato bene durante quella prigionia! Della mia sterminata esistenza quei giorni sono stati i più belli. I soli pienamente felici. Tutti gli dei mi odiano, ed io odio loro. Potessi sterminarli… proverei una gioia immensa!

Tanato sferra un pugno violento alla parete. Lo specchio vacilla.

TANATO Tutti gli uomini mi odiano, mi maledicono. In me vedono il loro nemico, ed è questa l’unica cosa su cui sono tutti d’accordo. Persino il boia mi è ostile, perché sa che un giorno toccherà anche a lui. Se solo sapessero quale sentimento nutro nei loro confronti… Io li invidio! Sì, li invidio nel profondo. Come deve essere bello, come deve essere consolante avere dei termini certi, un inizio e una fine… A me non è concesso. Ma inizio ad essere stanco della mia immortalità. Io non ho che un desiderio: morire. Ma so che questo desiderio è destinato a restare per sempre tale. Non c’è condanna peggiore. Che sia maledetto il giorno in cui mia madre mi ha generato!

Stavolta Tanato sferra un potentissimo calcio ad una sedia di legno, frantumandola. Poi si avvicina allo specchio e si ferma dinanzi ad esso. Di colpo si strappa il cappuccio dalla testa e inizia a gridare. Le sue urla sono così forti che l’intero Tartaro trema. Le anime defunte, spaventate, si stringono le une alle altre.

TANATO Benvenuta, morte, benvenuta! Forza, prendimi! Strappami a questa eternità che non sono più in grado di sopportare! Fallo! Te lo ordino!

Ma Tanato non muore. Inferocito, esasperato, colpisce lo specchio con una violentissima testata. Lo specchio deflagra e una pioggia di microframmenti di vetro inonda la stanza. Il colpo è stato talmente forte che la vibrazione risale il Tartaro e sfoga sulla terra, inghiottendo di colpo un’intera isola: Atlantide. Alla rabbia però subentra subito la rassegnazione. Tanato china il capo, e il suo grido si fa sussurro.

TANATO Ma chi prendo in giro… Io sono destinato ad esistere in eterno, a fagocitare in eterno cadaveri su cadaveri. Ne ho miliardi dietro di me. Ne ho miliardi davanti.

Il piano dell’opera

Prefazione. Del Magnifico Rettore dell’Università della Kakania il Barone Otto-Hans von Nichtsreich

Dialogo di Deucalione e di Pirra

Lacrime megaresi

Dialogo di Amore e di Psiche

Dialogo di Pigmalione e di Galatea

Dialogo di Achille e di Patroclo

Dialogo di Ulisse e di Penelope

Dialogo di Dedalo e di Cocalo

Dialogo di Orfeo e di Euridice

I turbamenti di Tanato

Dialogo di Prometeo e di un uomo

Dialogo di Adamo e di Eva

Dialogo di Caino e di una donna

Dialogo di Dio e di Giobbe

Dialogo di Salomone e dell’Angelo censore

Dialogo di Dio e di Giona

Passione

Dialogo di Faust e di Margherita

Dialogo di Amleto e di Ofelia

Dialogo di un filosofo e di se stesso

Dialogo del Padreterno e di Satanasso

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