Caro Lettore, un anno di Freemaninrealworld è già trascorso. Getto uno sguardo al passato, con tutta l’angoscia dell’uomo impotente che subisce la devastazione del tempo, ed intravedo trecentosessantacinque giorni di pubblicazioni quotidiane. Ah, quanto lavoro! Che mole enorme di intensa attività creatrice per donare a Te produzioni degne almeno di uno sguardo.

Spesso in questi dodici mesi mi sono posto l’amaro e scomodo quesito: ne vale davvero la pena? Altrettante volte ho trovato, seppur a fatica, lo confesso, la risposta affermativa: , scorgendo in essa la speranza di offrire uno “strumento” prezioso, utile nella vastità difforme, e spesso fuorviante, del web. Quella speranza necessaria per proseguire.

Rileggo il Manifesto, documento che sancì la nascita ufficiale del sodalizio tra noi giovani intellettuali, ne assorbo per l’ennesima volta i contenuti, i propositi e provo grande soddisfazione. Siamo riusciti ad essere fedeli ai suoi punti fondamentali, noi «tenaci baluardi del pensiero libero», «seguendo la sola e sacra solenne legge dello spessore culturale». La CULTURA, l’unico, supremo, potente lume che ci ha guidati durante questo anno, la nostra più profonda e sincera fonte di ispirazione.

Viviamo in una società più che mai vacua, aggrappata al becero materialismo. Ci muoviamo in essa, districandoci tra i suoi lussuriosi ed inutili labirinti, eppure mai una volta ci ha sfiorati l’ignobile pensiero di confonderci in essa. Mai! E Tu, caro Lettore responsabile, che, come noi, possiedi una coscienza critica che anela alla verità, non abbandonarci lungo questo cammino tortuoso, fatto di fango ed indifferenza. Aiutaci a sopravvivere, ad emergere dalla melma stantia dell’ignoranza diffusa. Noi, noi due insieme, siamo magnifiche eccezioni.

Hannah Arendt nel testo La crisi della cultura scrisse che la massa vuole soltanto «svago». Ebbene, noi saremo determinati oppositori della perpetua distrazione che atrofizza i cuori e le menti. Perché vivere senza sapere, vivere senza conoscere, vivere senza ricercare non è vivere, è consegnarsi al nulla post mortem con largo, eccessivo anticipo.

Ne vale davvero la pena? Questa volta lo domando a Te, e di nuovo a me. Rispondo ancora , e senza alcun indugio, perché scrivendo tali parole ho capito che nell’anno appena trascorso, lavorare per Freemaninrealworld è la sola cosa degna che ho fatto. Per una dignità calpestata più e più volte, straziata da amori impossibili ed aspirazioni troppo vaste, e per questo continuamente massacrata dall’insoddisfazione, sapere di avere un Lettore al quale destinare delle parole, è una vitale boccata d’ossigeno.

Un caro saluto ed un sincero ringraziamento.

Tuo,

Simone Germini

Comments

comments